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Luglio 2017
 

IL TEMA: il patrimonio culturale delle cascine                                                                                   
 
I complessi rurali, centri di organizzazione della vita agricola, rappresentano i nodi principali del paesaggio agrario e costituiscono gli elementi fondamentali di riconoscibilità del territorio. Le cascine, originarie del X secolo, si sono radicate in modo diffuso e capillare attorno al XIX secolo in tutta la pianura padana. Simbolo di un'economia fondata sull'agricoltura rappresentano oggi frammenti di memoria, esempi di cultura materiale, testimoni viventi di una storia e deposito di pratiche e sapere. Grande è dunque il valore collettivo per il loro significato in relazione al tempo, come vettore di memoria, in relazione allo spazio, come elemento identitario, ed infine in relazione alla società, come segno di appartenenza (estratto dello Studio di Fattibilità, contributo di Arch. Elvio Leonardi),
A causa della trasformazione della società da industriale prima a quella dei servizi poi e della specializzazione delle attività agricole, le campagne si sono progressivamente spopolate così come il patrimonio storico-architettonico delle cascine oggi in pericolo di estinzione.
Oggigiorno la maggior parte delle cascine non ha una funzione specifica e il loro mantenimento è diventato antieconomico per la maggior parte dei proprietari sia pubblici che privati.
La sopravvivenza delle cascine, del tessuto culturale annesso e la salvaguardia del fondi collegati è legata alla loro funzione, alla possibilità di un riuso compatibile con il loro carattere agricolo e ad un nuovo rapporto fra città e campagna.

LA PROPOSTA: antiche strutture per nuove funzioni

l'Associazione 100 Cascine nasce con lo spirito di promuovere nella società e presso i proprietari di cascine i valori di tutela, conservazione e valorizzazione del paesaggio rurale e delle cascine ivi ubicate le quali costruiscono patrimonio storico, artistico, culturale, paesaggistico, agricolo e di edilizia rurale da preservare.
L'Associazione ha l'obiettivo di individuare e promuovere in collaborazione con i centri di ricerca e le istituzioni del territorio politiche e normative che consentano di insediare nuove funzioni all'interno delle cascine. Ad esempio centri di ospitalità, di ricerca, di formazione e di lavoro che possano rappresentare, in una logica multifunzionale e rispettosa della vocazione agricola, una fonte di reddito alternativo per la conservazione del fabbricato storico, per la tutela del territorio dal consumo di suolo e per il settore agricolo oggi in sofferenza.

La difesa del territorio dal consumo di suolo, che in Italia viene divorato ad un ritmo pari ad oltre 20.000 ettari all'anno, è uno dei pilastri dell'Associazione 100 Cascine. Le cascine nuovamente attive avranno un ruolo fondamentale a favore della tutela del territorio rurale e diventeranno avamposto di pratiche sostenibili e di tutela della biodiversità.

(estratto dello Studio di Fattibilità, Avv. Paola Brambilla, WWF Lombrdia).

LO SCENARIO: il mutamento della percezione collettiva

Gli abitanti del 2025 e del 2050 sono uguali a noi: formulano aspirazioni e preferenze come sintesi di considerazioni pratiche oggettive e opinioni soggettive. Sono influenzati dalla moda, da atteggiamenti, da pregiudizi. Come noi devono bilanciare esigenze e desideri e fare compromessi.
L'ipotesi è che al 2025 la percezione collettiva di ciò che è il lusso sia cambiata e che ciò induca un forte spostamento nel gradimento dei beni di consumo, tra cui la casa e la città. La questione delle emissioni è al centro del cambiamento: a queste si associano gli alti costi dell'abitare. La politica risponde con una tassazione sugli usi a carburante fossile, più un sistema di incentivi e crediti: il futuro sostenibile richiede un aumento dell'azione pubblica e non un suo decremento. Con sorpresa di tutti, politici e cittadini, raggiungere uno stile di vita sostenibile diventa in breve un'aspirazione comune e un metro di consenso.

(estratto dello Studio di Fattibilità, contributo di Francesca Conti, ACTA)